impressioni a mandorla 2007

solo testo                      II/IV

  1. 20. Non so se il governo cinese stia già facendo gli esperimenti di bombardamento del cielo di cui ho sentito parlare, però effettivamente il tempo è cambiato: dopo i giorni del nebbione fitto padano in salsa di caldo asfissiante, ora da un po’ si rivede il cielo blu: fa caldo, specie al sole, ma si sopporta bene, e tutto sembra più bello.

  2. 21. Visto il cambiamento climatico, sto valutando l’acquisto di una bici. Il traffico d’auto è abbastanza allucinante, e in forte crescita, ma resiste ancora una civiltà della bicicletta: si dice che ce ne sia una per ogni cinese. Anche a Pechino, nonostante il clima, ovunque ci sono le spirali di ferro per parcheggiarle.

  3. Entrando in qualche palazzo abitato ne ho viste parcheggiate nel minuscolo pianerottolo di ogni piano, fino al quinto (senza ascensore).

  4. Si  vedono bici di ogni specie, vecchie, nuove, elettriche, con carretto per trasportare cose, con sedile per trasportare persone. Rarissime però le bici da diletto, tipo da corsa o da cross.

  5. 22. Quelle per trasportare persone le ho viste tutte col sedile rivolto all'indietro, col passeggero di spalle al pedalatore. Rari invece i risciò a pagamento: ne ho visto uno solo, in zona locali notturni, tipo i carretti con i cavalli che si vedono a Roma, con il cliente seduto nella stesso senso del ciclista, luci psichedeliche e musica tecno sparata dalle casse ai lati della poltroncina.

  6. Uno scassone usato si trova a 50 yuan (5 euro), oppure se ne può affittare una nuova a 75 yuan al mese. Parlando sempre di bici, Distinti Saluti mi ha raccontato di un incidente tra due ciclisti, visto in un giro in taxi, con conseguente rissa:  uno dei due è partito con un calcio volante alla Bruce Lee, l’altro ha tirato fuori la catena della bici e gliel’ha scagliata contro, mentre il tassista rideva di gusto guardando la scena. Dev’essere normale.

  7. 23. Per strada girano anche dei meccanici volanti, un pronto intervento, loro stessi in bici con dietro un carretto con pezzi di ricambio, gomme, attrezzi.

  8. Tutte le rampe pedonali pubbliche sono piatte, o in caso di scale di lato c’è circa mezzo metro di scivolo, come uno scolo che però si usa soprattutto per far rotolare la bici mentre si salgono le scale a piedi.

  9. 24. Della sovrabbondanza di manodopera te ne accorgi anche al telefono: ho scoperto che per sapere quanto credito è rimasto nella scheda del cellulare cinese bisogna chiamare un numero, e rispondono persone (anche in inglese). Gli costerà meno che un sistema automatizzato? O è sempre welfare?

  10. 25. Nel frattempo Distinti Saluti si è trasformato in Frank Pacciani. Ha trovato un lavoro, per pagarsi le spese per restare qui qualche mese in più del previsto: forte di un’esperienza di vita in USA, s’è proposto per dare lezioni d’inglese. Prima del primo incontro con quelli della scuola cinese s’era preparato un po’ di balle sul suo passato d’insegnamento: arrivato sul posto... in pratica sono stati i dirigenti della scuola a consigliargli di dire un po’ di balle agli studenti, tipo che è americano, o inglese, a seconda delle preferenze dello studente.

  11. Lui già s’è studiato la parte: in onore di Alberto Sordi si spaccerà per Frank, di Kansas City ovviamente.

  12. 26. Via internet, cominciando da Google Earth, si è informato sulle vicende della sua nuova città natale. Ora ha appena saputo che la prima studentessa è una cinesina diciottenne, per cui, visto che lui supera discretamente i trenta, ha detto che si farà chiamare Frank Pacciani. O Peter Vanni, a scelta.

  13. Del resto in un locale ho sentito un inglese che si spacciava per italiano, perché evidentemente la cinese con cui stava chiacchierando gradiva così... Parlando alla Dan Peterson le decantava la bellezza di Roma, Firenze, e soprattutto Venezia, la città in cui era nato e viveva.

  14. 27. Singolarissima esperienza in un  rivenditore Apple: andato per prendere iLife ‘08, uno dei dieci commessi del negozio (grande per gli standard cinesi, che spesso anche in questi enormi centri commerciali prevedono stand di pochi metri quadri) mi dice che c’è ma bisogna aspettare. Mi fa sedere su un comodo divano, qualcuno mi porta da bere e mi offrono persino una sigaretta. Immagino che il software, appena uscito, ce l’abbiano in un magazzino lontano.

  15. Aspettiamo un’oretta in cui posso esercitare il mio stentatissimo cinese. Li vedo telefonare, trafficare su un paio di computer, qualcuno va, qualcuno viene. Finalmente arriva un altro ragazzo con in mano... un dvd malamente incartato. Sul divano ho aspettato il tempo che riuscissero a fare una copia!

  16. 28. La cosa più divertente è che c’è voluta un’altra ora intera per convincerli che non avrei comprato la copia. Si sono quasi arrabbiati, non riuscivano assolutamente a capire il problema. «Ma è uguale all’originale!» me lo hanno ripetuto almeno dieci volte, hanno cominciato a calare il prezzo. Ho provato a spiegargli che usare iWeb non originale per fare un sito da pubblicare su spazio Apple non è il massimo della furbizia... per smentire la mia paranoia l’hanno installato sotto i miei occhi su un Macbook, poi hanno fatto un sito al volo e l’hanno pubblicato su .mac (lo spazio web di Apple). Spietati.

  17. Alla fine, illuminazione, l’argomento vincente è stato dichiarare che conosco il p2p, e che se avessi voluto una copia me la sarei scaricata, gratis. Di fatto è bastato che scrivessi ‘p2p’ su un pezzo di carta, e hanno immediatamente cambiato espressione, sorriso, e accettato di procurarmi finalmente un originale, la prossima settimana.

  18. 29. Uscendo da questo enorme centro commerciale dell’elettronica, in cui c’è un rivenditore per ogni marca di pc, di apparecchi video, fotografici, audio, e poi un piano dedicato all’hardware per pc, ho visto uno scaffale di cd e dvd di musica, film e videogiochi, a più o meno 2 euro l'uno. Una guardia controllava. Che fossero veramente falsi? In alto una scritta, in ideogrammi e in inglese, inneggiante a un commercio armonioso, corretto e rispettoso del copyright.

  19. 30. Pechino è una megalopoli infinita. Si trova di tutto, persino le discoteche di salsa, altra passione del Pacciani, con notevoli cinesi provetti ballerini da lasciare a bocca aperta. I locali notturni spesso stanno dentro palazzine a più piani, e in ogni piano invece degli appartamenti ci sono le porte di due locali... la sensazione è da ristorante alla fine dell’universo: ho negli occhi e nelle orecchie folle di asiatici, nord e sudamericani, europei, africani e maori (!) che ballano variamente incrociati su ritmi tecno e melodie arabeggianti.

  20. 31. Su una di queste strade del divertimento notturno, lunga almeno un paio di chilometri, di fronte al lato in cui si sussegue una miriade locali di ogni genere, c’è un unico infinito cartellone pubblicitario. Questo cartellone fa da barriera rispetto al mondo parallelo che c’è dietro: te ne accorgi dai rumori che emergono dallo sfondo prestandoci attenzione... invisibili, squadre e squadre di muratori a lavorare, la notte, mentre di qua ci si diverte.

  21. 32. Ho già parlato della gita alla Grande Muraglia, ma ho omesso il racconto del viaggio in pulmino, che forse può dare una vaga idea di cosa sia il traffico qui: sulle stesse strade, spesso dissestate appena si esce dal centro di Pechino, convivono bici, moto, bici-carretti e moto-carretti, pedoni, autobus, auto, camion.

  22. L'autista del pulmino sorpassava di continuo sulla corsia opposta, contromano, spesso anche prima di curve cieche, suonando il clacson ogni tre per due. Un paio di volte, mancato di un paio di centimetri il camion che ci veniva contro, si è girato verso noi passeggeri per ridere satanicamente, smettendo di guardare la strada.

  23. Per fortuna appeso allo specchietto c’era un bel portafortuna cinese, con pendagli rossi e campanelline. Non trovo altra spiegazione alla nostra sopravvivenza.

  24. 33. La maggiorparte degli autisti non scala le marce, e suonare il clacson è considerato un aspetto fondamentale della guida. Il rosso e il verde dei semafori sono un’opinione, come a Napoli. Mi hanno raccontato di una macchina ferma in mezzo ad un’autostrada a quattro corsie, di traverso, per... cambiare una gomma. Con tanto di regolare triangolo messo a regolare distanza, in mezzo alle quattro corsie.

  25. 34. La scaramanzia è molto sentita: il 4 è numero iellato, per cui, per esempio, la numerazione dei piani dei palazzi - lo si vede in alcuni ascensori - spesso salta i numeri 4, 14, 24, ecc. e a volte anche il 13, evidentemente per rispetto delle scaramanzie altrui.

  26. 35. L’8 invece è considerato numero fortunato: le Olimpiadi il prossimo anno cominceranno l’8/8/08 alle 8:08:08. Quando si compra una scheda per il cellulare, fuori dai negozi ci sono cartelli, e dentro cataloghi, con elenchi di numeri da scegliere: il prezzo del numero varia a seconda della memorabilità e della presenza di 8.

  27. 36. Spero ardentemente che le questioni scaramantiche dipendano dal posto in cui ci si trova, visto che: l’ultima spesa prima di partire mi è costata 17,17 euro; appena arrivato qui mi hanno messo al palazzo 17; la prima email che mi è arrivata dall’Italia segnava come orario di invio le 17:17:17 (pure i secondi!); al corso che frequento venerdì 17 abbiamo fatto la lezione 17...

  28. E spero pure che l’ignoranza valga come giustificazione: per un paio di giorni in mensa, non sapendo bene come mettere le bacchette sul vassoio in modo che non cadessero, le ho infilate nel blocchetto di riso, e giravo orgoglioso della pensata, visto che nessuno sembrava aver avuto la stessa idea, e in molti mi guardavano con uno strano stupore. Poi mi hanno spiegato che la cosa è considerata di malaugurio, perché ricorda i bastoncini d’incenso che si usano nei funerali...

  29. 37. A proposito di coincidenze, l’altra sera ho incontrato casualmente in un locale di Pechino un amico di Roma! Lui non riusciva a smettere di ripetere «ma tu che cazzo ci fai qui?!», io non riuscivo a chiudere la bocca. Passato il notevole stupore mi ha invitato a casa: sta qui da un anno, mettendo su un’azienda di import-export di mobili tibetani ed altro.

  30. Entriamo verso le nove di sera nel palazzo dove abita, prendiamo l’ascensore e dentro ci sono non una, ma due, come chiamarle, ascensoriste, in divisa, una con lo sgabello e una in piedi: sorridono, chiedono il numero, poi controllano discese e risalite tramite misteriose levette in uno sportellino sotto i normali pulsanti.

  31. [continua...]

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